Sulle tracce di Schindler’s Lista a Cracovia

Il famoso film “Schindler’s List” di Steven Spielberg narra la storia di un ricco industriale tedesco che ha salvato oltre 1.000 ebrei impiegati nella sua fabbrica. Fu girato a Cracovia – a Kazimierz e nel distretto di Podgórze. Molti dei luoghi in cui si è svolta l’azione sono autentici edifici storici e piazze che esistono ancora oggi. La maggior parte di loro, almeno dall’esterno, è a disposizione dei visitatori.

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Schindler arriva a Cracovia

Nato in Moravia, Schindler in gioventù era un piantagrane, ripetutamente segnalato alla polizia per ubriachezza e risse. Sposò sua moglie Emilia, nonostante l’opposizione della famiglia, dopo 3 mesi di conoscenza. Lavorò come rappresentante di vendita e insegnante in una scuola guida fino al 1936, quando iniziò a lavorare con l’intelligence militare tedesca: l’Abwehr.

Inizialmente fu delegato all’azione in Cecoslovacchia (dove fu riconosciuto come spia e condannato a morte, condanna che evitò grazie all’entrata in vigore del trattato di Monaco), poi fu delegato ad agire in Polonia dove avrebbe dovuto ottenere informazioni sui valichi di frontiera. Preparò anche la cosiddetta provocazione di Gliwice (l’attacco di agenti vestiti da soldati polacchi alla radio e trasmissione di un programma che chiedeva un attacco al Reich, che divenne un pretesto per la dichiarazione di guerra della Germania). Le conoscenze che fece durante questa attività si rivelarono molto utile in futuro, quando cessò di servire il Reich e agire contro i suoi passati ideali.
Oskar Schindler arrivò a Cracovia il 7 settembre 1939, il giorno dopo che i tedeschi occuparono la città. Arrivò col chiaro intento di far soldi, almeno all’inizio. Si trasferì in un appartamento ebraico in via Straszewskiego 7/2.

Poco dopo che Cracovia divenne la capitale del Generalgouvernement, la piazza del mercato principale fu ribattezzata Adolf Hitler Platz, il governatore Hans Frank visse al Wawel. Oskar Schindler divenne direttore di una piccola fabbrica in ul. Krakowska 52, precedentemente confiscata dagli amministratori ariani. Poco dopo, incontrò il proprietario di una fabbrica di smalti in rovina, presso ul. Lipowa 4, dove più tardi, nel gennaio 1940, fondò la Deutsche Emaliawaren Fabrick DEF. Emalia in polacco significa “smalto”.

La popolazione ebraica di Cracovia era già stata perseguitata in molti modi all’epoca. Negozi e ristoranti ebraici dovevano essere contrassegnati con la stella di David. Successivamente agli ebrei fu proibito di perseguire i propri interessi, e la stella sul braccio doveva essere indossata da tutti gli ebrei di età superiore ai 12 anni. I conti bancari appartenenti agli ebrei venivano liquidati e non gli era permesso accedere alle sinagoghe. Le scuole intanto venivano chiuse. A metà degli anni ’40, alle persone di origine ebraica venne vietato l’uso di trasporti pubblici, ristoranti, teatri e cinema, o anche di muoversi per le vie principali della città. Il lavoro forzato, le percosse e le umiliazioni, le deportazioni e infine la creazione del ghetto erano misure che avrebbero portato all’ideale nazista di una Cracovia libera dagli ebrei.

L’area del ghetto, che contava circa 18 mila persone, era circondate da intrecci di filo spinato, poi sostituito da un muro alto 3 metri, i cui frammenti in via Lwowska sono sopravvissuti fino ad oggi. Il muro contava quattro porte nel “Quartiere Residenziale Ebraico”, la porta principale si trovava in Via Limanowskiego, proprio accanto al quartier generale dello Judenrat – un consiglio che, su ordine dei tedeschi, doveva diffondere le ordinanze tedesche, organizzare il lavoro e amministrare il ghetto.

Oltre al valore umano e storico mostrato dal film si consiglia di iniziare la visita dal quartiere Kazimierz di Cracovia per visitare luoghi di memoria e testimonianze di eventi reali che indimenticabili. Kazimierz contiene numerose tracce dello straordinario e ricco mondo della cultura ebraica prima dalla sua distruzione. Grandi monumenti (7 sinagoghe, la Grande Mykwa -il bagno sacro, affascinanti mostre museali) offrono un ritratto colorato della vita ebraica prima della seconda guerra mondiale. Quindi continuare nel quartiere di Podgórze, l’area dell’ex Ghetto con la tristemente famosa fabbrica Optima e le varie testimonianze di quel periodo per concludere con la mostra dal titolo “Il tempo dell’Occupazione 1939-1945”, allestita nell’ex fabbrica di Oscar Schindler a Zabłocie, quartiere attiguo a Podgórze. Il racconto sul drammatico passato bellico della città è stato ricreato da decorazioni parateatrali, oggetti autentici del periodo, registrazioni, reportage e fotografie. Il tutto presentato con moderne tecniche audiovisuali.

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Differenze tra il film e la realtà storica

Il film di Spielberg non si girò realmente nel ghetto di Cracovia per problemi di cambi urbanistici. Chi ha visto il film e visita Cracovia può notare che:

Gli ebrei, trasferendosi nel ghetto, trascinarono le loro cose attraverso i ponti di Piłsudzkiego e Śląskie Powstańców. Gli attori li hanno attraversati in direzione opposta – da Podgórze a Kazimierz (questa soluzione è stata dettata dall’architettura moderna, che il regista non voleva mostrare nel film).

Le scene sul ghetto in realtà furono girate nelle piazze ebraiche di Kazimierz (dove vicino alla Vecchia Sinagoga fu ricostruito un cancello per il Ghetto di Cracovia situato originariamente a Podgórze)

Płaszów è ormai una riserva naturale. Fu nella vicina cava di pietra del Liban che gli scenografi ricrearono la terribile realtà del campo di concentramento di Kraków-Płaszów e dove tutt’ora si trovano alcune di quelle decorazioni usate per il film.

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Lo stabilimento Optima in ul. Węgierska 

In ul. Węgierska c’è un edificio dell’ex fabbrica di cioccolato Optima, in questo luogo gli ebrei avevano laboratori artigianali durante la guerra. Nel cortile di Optima, venivano riuniti gli ebrei destinati ad essere deportati nel campo di sterminio di Bełżec.
Un’altra fabbrica che impiegava e proteggeva gli ebrei era situata a Rynek Podgórski 2. Tuttavia, fu Emalia, grazie alle connessioni di Schindler, che ottenne il maggior numero di ordini e prodotto per esigenze militari e civili, e iniziò a generare profitti.

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